I TERRARI

Realizzazioni affascinanti i terrari, utilizzati come complemento d’arredo design ma anche come richiamo alla spiritualità ed alla natura, con la sua profonda connessione simbolica con il ciclo della natura.

Un terrario è un micro-ecosistema vegetale in vetro, autosufficiente. Le piante al loro interno, tramite la traspirazione e la fotosintesi vegetano senza aver necessità di supporto idrico dall’esterno. Se vogliamo dargli un’etichetta climatica potremmo dire che assomigliano a piccole foreste tropicali umide, in cui l’acqua che abbiamo aggiunto al momento della realizzazione del terrario innesca con le piante un continuo ciclo di assorbimento e traspirazione, che rende il tutto quasi autosufficiente.

Ovviamente il “quasi” è d’obbligo, perché ci sono molti fattori esterni da considerare nella manutenzione di questi piccoli gioiellini.

Come “funziona” il terrario?

Come tutti sappiamo durante il giorno le piante attuano la fotosintesi clorofiliana, ovvero assorbono acqua dalla terra, anidride carbonica dall’aria e tramite l’energia della luce producono gli zuccheri che servono per la propria crescita, rilasciando come sostanza di scarto ossigeno. Durante la notte, viceversa, mancando la luce, la pianta continua a respirare assorbendo ossigeno ed emettendo anidride carbonica.

Garantendo quindi un apporto costante di acqua le piante all’interno del terrario sono autonome per quanto riguarda nutrimento e crescita. E il modo più facile per garantire costante apporto di acqua è proprio quello di un terrario chiuso ermeticamente. Le piante infatti assorbono l’acqua tramite le radici e la reimmettono nell’aria in forma di vapore acqueo con la traspirazione delle foglie. Posto che il contenitore di vetro sia ermeticamente chiuso, perciò, il vapore acqueo si poserà sul vetro e tornerà in forma liquida, in modo da essere nuovamente assorbita dalle radici, innescando un perfetto ciclo dell’acqua in miniatura. Ecco quindi il motivo per il quale l’indicatore principale della “salute” del nostro terrario è proprio la condensa sul vetro.

Come gestire il terrario

Ci sono alcuni elementi da prendere in considerazione quando si tratta della manutenzione dei nostri terrari.

Luce

Il primo è la trasparenza del vetro e la posizione rispetto alla luce. Il contenitore che scegliamo deve essere trasparente, in modo da permettere alla luce di arrivare all’interno del terrario e permettere la corretta crescita delle piante. I vetri colorati sono poco adatti a questo tipo di coltivazione. Garantitegli quindi una posizione molto luminosa sia come quantità di luce che come tempo di esposizione.

Ci chiedete spesso se la luce artificiale sia sufficiente e la risposta è sì, ma dipende da alcune accortezze. Senza andare sul tecnico diciamo che solo alcune parti dell’intero spettro luminoso della luce solare servono alla crescita delle piante, e queste vengono riprese e sviluppate sia nelle lampade apposite per la crescita delle piante sia, a livelli molto più bassi, nelle comuni lampade a led, meglio ancora se quelle a luce naturale (4000k), che mixano la luce fredda e quella calda. Per piante ad alta necessità luminosa, come le piante grasse, non potranno comunque essere sufficienti, tuttavia diverse tipologie di piante da appartamento possono adattarsi a questa illuminazione indotta. Perciò con dei led alla giusta distanza ed accesi per abbastanza tempo, il consiglio standard è di almeno 8 ore al giorno consecutive, è possibile far crescere i nostri terrari.

La mancanza o l’eccesso di luce possono provocare alcune reazioni nel terrario, abbastanza facili da individuare.

Se la luce è poca tenderà a formarsi una muffa dall’aspetto filamentoso, un fungo, che va rimosso. Successivamente il terrario andrà spostato ed esposto ad una luce più intensa.

Se la luce diretta è troppo forte, invece, soprattutto nei mesi più caldi dell’anno, il vetro potrebbe facilmente fungere da “lente” e scottare o bruciare le foglie delle nostre piante. Anche in questo caso sarà necessario rimuovere le foglie danneggiate e spostare il terrario in una posizione più adatta.

Acqua

L’acqua è l’elemento centrale nella corretta manutenzione di un terrario, perché, come già detto, è la sua continua presenza a permettere l’autosufficienza del sistema. Il terrario deve essere bagnato adeguatamente al momento della sua realizzazione e poi lasciato sempre chiuso ermeticamente, in modo da garantire la formazione della condensa. Se ci rendiamo conto, però, che la condensa è troppa è indice del fatto che il nostro terrario è esposto ad un calore eccessivo, e possiamo spostarlo in una posizione più fresca.

Se la condensa si forma da un solo lato dipende dal fatto che c’è un lato più freddo, dove appunto vedremo l’acqua, ed uno più caldo. Basterà ruotare regolarmente il terrario per permettere una bagnatura uniforme del terriccio. In questi casi, in cui c’è troppa condensa, potete aprire il coperchio, passare un dito sul vetro dal lato interno, in modo da far cadere l’acqua sul terreno, e poi richiudere il tutto. Non rimuovete la condensa, altrimenti il vostro terrario resterà senza la quantità sufficiente di acqua.

Un segnale della carenza d’acqua è il colore del muschio. Se notate che i vostri muschi stanno scolorendo questo è indice che ricevono poca acqua. In questo caso potete estrarli dal terrario, immergerli in acqua, farli sgrondare dell’eccesso e rimetterli al posto, richiudendo bene il coperchio. L’acqua in più immessa in questo modo dovrebbe riavviare il ciclo dell’acqua.

Assicuratevi sempre la corretta chiusura del coperchio, poiché è proprio da lì che parte del vapore acqueo può sfuggire e venir meno al nostro ecosistema in vetro.

Crescita e potature

Le piante in un terrario sono vive, perciò è naturale e sano che col tempo crescano. Raggiunta la dimensione che preferiamo all’interno del nostro barattolo, se non vogliamo rimuoverle e sostituirle con altre più piccole, possiamo tranquillamente potarle, in modo da mantenere un equilibrio con le dimensioni del terrario.

Appena avviato un terrario è possibile che le piante perdano delle foglie, anche se verdi. Non vi allarmate subito, può essere una semplice conseguenza dell’adattamento della pianta alla nuova condizione. Ricordate inoltre che è fisiologico che le piante perdano le foglie vecchie per far spazio alle nuove.

Verificate invece che non assumano una colorazione giallognola o molto chiara. Questo può indicare o eccesso d’acqua (verificate la quantità di condensa e nel caso aprite per un paio d’ore il terrario) o di carenza della stessa (anche in questo caso, verificate toccando il suolo ed integrate se manca). Oppure ancora può dipendere dalla scarsità di luce.

Foglie che si seccano sulle punte o si arricciano possono indicare un eccesso di temperatura, che non permette un corretto apporto di umidità. Spostate il terrario in una zona più temperata.

Eccessi idrici possono causare attacchi fungini, che vanno curati, o marciumi radicali. Il consiglio generale è sempre quello di verificare la quantità di condensa sul vetro, perché sarà quello l’indicatore cardine per decidere cosa fare.

Vi segnaliamo inoltre che, trattandosi di un vero e proprio ecosistema, può succedere che in esso si instaurino anche piccole forme di vita, come moscerini o lombrichi. A meno che non vi creino fastidio non è necessario rimuoverli, poiché non sono dannosi per le piante ed anzi, nel caso dei lombrichi, producono sostanze nutritive all’interno del terreno.

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