Quanto si annaffia questa pianta?

La domanda che ci viene posta più spesso in vivaio è “quanto devo annaffiare questa pianta?“. Purtroppo non c’è una risposta universale a questa domanda, né tanto meno è possibile indicare delle “dosi” fisse di acqua da apportare alla pianta a cadenza regolare.
Le necessità idriche di una pianta sono influenzate da tanti fattori differenti, non per ultimi clima e temperature esterne, ma anche da fattori interni.
Ciò non significa che bisogna arrendersi alla casualità: ci sono delle piccole nozioni base che, una volta conosciute, aiutano in maniera decisiva nel farci comprendere quando e quanto irrigare la nostra pianta.

 

A cosa serve l’acqua?

Nelle piante l’acqua ha tre funzioni principali:

– Raffreddamento: principalmente l’acqua serve a riequilibrare l’acqua persa tramite la traspirazione delle foglie, raffreddando nel contempo i tessuti della pianta. Infatti quando una pianta ha carenza d’acqua e le temperature esterne sono molto alte notiamo che essa “collassa”, come se le sue parti fossero state letteralmente bollite.
– Trasporto dei nutrienti: attraverso l’acqua estratta dal suolo le radici assorbono anche i nutrienti che si trovano nel terreno.
– Idratazione: ovvero acqua che resta nei tessuti della pianta.

 

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La definizione
Irrigare o annaffiare una pianta consiste nell’apportare artificialmente dell’acqua nel sistema vitale della stessa, composto da terreno, pianta e atmosfera, al fine di migliorare la cosiddetta “attitudine alla produzione vegetale”.

 

Elemento da non sottovalutare è quindi che nell’apportare acqua non la si mette in contatto solo e direttamente con la pianta, ma bensì con tutto il sistema che la include, compreso terreno e atmosfera. Il fabbisogno d’acqua dipende quindi dall’interazione del sistema: dalla traspirazione della pianta interessata, da quella di eventuali erbe infestanti nel terreno e dall’evaporazione che avviene dal terreno stesso.

I parametri che influenzano questo meccanismo sono diversi:
– Tipologia di pianta
– Fase del suo sviluppo
– Densità colturale (quante piante ci sono nella porzione di terreno presa in esame, ad esempio dentro un vaso)
– Tecnica colturale
– Intensità della radiazione solare
– Temperatura
– Vento
– Umidità dell’aria
– Disponibilità idrica naturale
– Contenuto di sali nel terreno
– Densità del terreno

 

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Fanno parte del “sistema” anche le piante infestanti

 

 

Per decidere quanto e quando innaffiare è importante comprendere come l’acqua si comporta all’interno del terreno.
Semplificando, il terreno è composto da una parte solida e da interstizi grandi (macropori) e piccoli (micropori), che in condizioni normali contengono l’aria necessaria a fornire l’ossigeno alle radici. Quando annaffiamo, l’acqua scende all’interno del terreno, per effetto della gravità, attraverso i macropori, e si perde verso il basso oppure, quando in eccesso, riaffiora e ruscella in superficie. Questa porzione di acqua è inutile per la pianta, e non viene utilizzata in alcun modo.
Quella utilizzata è invece quell’acqua che viene trattenuta per capillarità dai micropori, e che la pianta assorbe tramite le radici, che creano una forza di suzione.
Ecco perché è inutile annaffiare troppo spesso, poiché la parte in eccesso dell’acqua non risulta utilizzabile per la pianta e in più, occupando tutti i micropori del terreno, impedisce una corretta ossigenazione delle radici.
Man mano che l’acqua trattenuta dai micropori diminuisce, la pianta deve impiegare sempre maggiore energia per estrarre quella residua dal terreno, e oltre un certo limite non ci riesce più, cominciando ad appassire.

La quantità di acqua “utile” per la pianta è quindi quella compresa tra la capacità di assorbimento dei micropori del terreno e la soglia di appassimento della pianta.

 

Quanto la pianta non riesce più ad estrarre umidità dal terreno inizia a seccare

Quando la pianta non riesce più ad estrarre umidità dal terreno inizia a seccare

 

Nel caso di coltivazioni in vaso gioca un ruolo importante anche la grandezza del vaso. Un vaso troppo piccolo per una pianta ormai cresciuta non sarà in grado di trattenere abbastanza acqua a garantire una corretta idratazione dei tessuti, e richiederà frequenti interventi. Viceversa un vaso troppo grande per una pianta piccola disperde l’acqua dell’annaffiatura in luoghi dove le radici della pianta non può raggiungerli, rendendo inefficace l’annaffiatura.

 

Un altro fattore da considerare è la profondità a cui si trovano le radici. Una pianta con un sistema radicale profondo è meglio preparata a carenze idriche, dato che ha possibilità di estrarre l’acqua più in profondità, dove evapora meno velocemente per cause ambientali, ed è anche meno esposta alle alte temperature esterne. Se le radici sono troppo in superficie, infatti, un forte shock termico esterno può letteralmente “cuocerle”, portando alla morte della pianta.
Per favorire una radicazione profonda è sempre meglio irrigare meno spesso ma più in abbondanza, in maniera tale che l’acqua penetri in profondità nel terreno, stimolando le radici in tal senso.

 

Segnaliamo a margine che è anche per questi motivi che i florovivaisti consigliano sempre l’utilizzo di buoni terricci per la coltivazione: un buon terriccio garantisce prestazioni migliori della pianta e una maggiore efficacia delle irrigazioni. Un terriccio di scarsa qualità, oltre a non apportare i necessari nutrienti alla pianta, non consente una corretta areazione delle radici e non favorisce un corretto apporto idrico.

 

Come capire quando è il momento di annaffiare?

Alcuni piccoli trucchi possono aiutarci a capire il momento adatto per dare acqua alle nostre piante.
Prima di tutto non fidatevi mai dell’aspetto dello strato superficiale del terreno: spesso a causa del sole e del vento lo strato superficiale del terreno appare secco e riarso, ma questo non vuol dire che poco più in profondità il terreno non sia ancora umido. Per verificare ciò basta infilare un dito nel terreno e sentire se la parte interna è ancora umida o meno.
Se i vasi sono piccoli può essere anche comodo regolarsi in base al loro peso: prendeteli in mano quando li annaffiate, saranno più pesanti del solito, per il peso dell’acqua contenuta. Nel momento in cui li sentite leggeri potete annaffiare nuovamente.

 

Non fidatevi dell'aspetto superficiale del terreno: controllate che sia umido all'interno

Non fidatevi dell’aspetto superficiale del terreno: controllate che sia umido all’interno

Sollevando il vaso si può capire se è pieno d'acqua o no dal suo peso

Sollevando il vaso si può capire se è pieno d’acqua o no dal suo peso

Controllate con un dito se gli strati interni del terreno sono umidi

Controllate con un dito se gli strati interni del terreno sono umidi

 

 

 

 

 

 

 

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