Quanto si annaffia questa pianta?

La domanda che ci viene posta più spesso in vivaio, ma soprattutto in estate, è “quanto devo annaffiare questa pianta?“. Purtroppo non c’è una risposta universale a questa domanda, né tanto meno è possibile indicare delle “dosi” fisse di acqua da apportare alla pianta a cadenza regolare.

Le necessità idriche di una pianta sono influenzate da tanti fattori differenti, non per ultimi clima e temperature esterne, ma anche da fattori interni, come dimensione della pianta, proporzione tra radici e terreno nel vaso, fase vegetativa in cui si trova in quel momento, ed altri ancora.

Ciò non significa che bisogna arrendersi alla casualità! Ci sono delle piccole nozioni di base che, una volta conosciute, aiutano in maniera decisiva nel farci comprendere quando e quanto irrigare la nostra pianta.

A cosa serve l’acqua?

Partiamo dalle basi: A cosa serve l’acqua nelle piante? Comprenderlo ci aiuterà ad annaffiare in modo più efficace.
Nelle piante l’acqua ha tre funzioni principali:

  • Raffreddamento: principalmente l’acqua serve a riequilibrare i liquidi persi dalla pianta tramite la traspirazione delle foglie, raffreddando nel contempo i tessuti. Infatti quando una pianta ha carenza d’acqua e le temperature esterne sono molto alte notiamo che essa “collassa”, come se le sue parti fossero state letteralmente bollite.
  • Trasporto dei nutrienti: attraverso l’acqua estratta dal suolo le radici assorbono anche i nutrienti che si trovano nel terreno. Da qui anche la necessità di una buona concimazione.
  • Idratazione: ovvero acqua che resta nei tessuti della pianta e ne assicura le funzioni vitali. Esattamente come noi umani dobbiamo mangiare e bere, le piante hanno bisogno di concimazione ed irrigazione.

In natura le piante provvedono autonomamente a questi bisogni, tramite la creazione di un ecosistema con le altre piante, gli animali, il suolo ed il clima della zona in cui si trovano. Il fabbisogno d’acqua dipende quindi dall’interazione del sistema: dalla traspirazione della pianta interessata, da quella di eventuali erbe infestanti nel terreno e dall’evaporazione che avviene dal terreno stesso. La stessa cosa accade nei nostri giardini e nei nostri vasi.

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Il terreno

Per decidere quanto e quando innaffiare è importante anche comprendere come l’acqua si comporta all’interno del terreno.

Semplificando, il terreno è composto da una parte solida e da interstizi grandi (macropori) e piccoli (micropori), che in condizioni normali contengono l’aria necessaria a fornire l’ossigeno alle radici. Quando annaffiamo, l’acqua scende all’interno del terreno, per effetto della gravità, attraverso i macropori, e si perde verso il basso oppure, quando in eccesso, riaffiora e ruscella in superficie. Questa porzione di acqua è inutile per la pianta, e non viene utilizzata in alcun modo.
Quella utilizzata è invece quell’acqua che viene trattenuta per capillarità dai micropori, e che la pianta assorbe tramite le radici.
Parlando in termini tecnici, perciò, la quantità di acqua “utile” per la pianta è quindi quella compresa tra la capacità di assorbimento dei micropori del terreno e la soglia di appassimento della pianta.

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Fanno parte del “sistema” anche le piante infestanti

Consigli pratici per una buona annaffiatura

Dando per assodati i concetti che vi abbiamo appena raccontato, ecco dei consigli pratici per annaffiare le piante in maniera efficace:

  • Bisogna bagnare in modo lento e delicato. Getti d’acqua troppo forti e rapidi non sono utili, poiché non danno il tempo all’acqua di penetrare nel terreno, oltre ad essere dannosi per la superficie del terreno.
  • Meglio meno bagnature più abbondanti che troppe con poca acqua per volta, dato che l’acqua, per essere utile alla pianta, deve penetrare profondamente nel terreno. Se utilizziamo troppa poca acqua questa resterà negli strati superficiali del terreno, e non raggiungerà le radici.
  • Gli eccessi d’acqua sono dannosi quanto la sua mancanza. Quando c’è troppa acqua, infatti, questa occupa non solo i micropori, ma anche i macropori del terreno, non lasciando sufficiente ossigeno per le radici.
  • Nel caso di coltivazioni in vaso gioca un ruolo importante anche la grandezza del vaso. Un vaso troppo piccolo per una pianta ormai cresciuta non sarà in grado di trattenere abbastanza acqua a garantire una corretta idratazione dei tessuti, e richiederà frequenti interventi. Viceversa un vaso troppo grande per una pianta piccola disperde l’acqua dell’annaffiatura in luoghi dove le radici della pianta non può raggiungerli, rendendo inefficaci le nostre bagnature.
Quanto la pianta non riesce più ad estrarre umidità dal terreno inizia a seccare
Quando la pianta non riesce più ad estrarre umidità dal terreno inizia a seccare

Come capire quando è il momento di annaffiare?

L’esperienza e la famigliarità con le nostre piante ci aiuterà col tempo a capire quali sono gli intervalli di tempo migliori per il nostro giardino, ma nel frattempo alcuni piccoli trucchi possono aiutarci a capire il momento adatto per dare acqua alle nostre piante.

Sollevando il vaso si può capire se è pieno d'acqua o no dal suo peso
Sollevando il vaso si può capire se è pieno d’acqua o no dal suo peso

Prima di tutto non fidatevi mai dell’aspetto dello strato superficiale del terreno: spesso a causa del sole e del vento lo strato superficiale del terreno appare secco e riarso, ma questo non vuol dire che poco più in profondità il terreno non sia ancora umido. Per verificare ciò basta infilare un dito nel terreno e sentire se la parte interna è ancora umida o meno.
Se i vasi sono piccoli può essere anche comodo regolarsi in base al loro peso: prendeteli in mano quando li annaffiate, saranno più pesanti del solito, per il peso dell’acqua contenuta. Nel momento in cui li sentite leggeri potete annaffiare nuovamente.

In estate non sai come fare per le piante che devi lasciare a casa durante le ferie? Consulta la nostra piccola guida all’annaffiatura durante le vacanze.

Controllate con un dito se gli strati interni del terreno sono umidi
Controllate con un dito se gli strati interni del terreno sono umidi

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