Nandina domestica

La Nandina domestica, anche conosciuta con il nome di Bambù sacro, è un arbusto sempreverde utilizzato spesso come siepe o nelle aiuole dei nostri giardini.

Raggiunge altezze massime di circa 200 cm, ed è caratterizzato da foglie di vari colori a seconda dello stadio di crescita: quelle giovani, infatti, sono dapprima di un colore rosso acceso, successivamente virano verso il pallido, fino a diventare verdi una volta mature.
Produce, verso la fine dell’estate, dei grappoli di fiori bianchi raggruppati su un’infiorescenza, successivamente sostituita da bacche di un bel colore rosso vivace, non commestibili, le quali solitamente durano per tutto l’inverno sulla pianta, rallegrandone l’aspetto.

Come coltivare la Nandina

La Nandina cresce bene in posizioni soleggiate e in zone di ombra molto luminosa. Una buona esposizione solare durante l’estate favorisce lo sviluppo del fogliame rosso accesso che la caratterizza alla ripresa vegetativa.
Predilige terreni freschi e soffici, ben drenati, che evitino ristagni idrici vicino alle sue radici. La Nandina non ha difficoltà, una volta ambientata, ad affrontare l’inverno, soprattutto nelle nostre zone mediterranee. Riparate gli esemplari giovani dai venti eccessivamente forti.
Le annaffiature devono essere regolari e costanti, evitando solo eccessi e ristagni. Anche le concimazioni regolari sono importanti per garantire alla pianta lo sviluppo ideale. Consigliamo prodotti granulari a lenta cessione se coltivata in aiuola, da distribuire all’inizio dell’autunno e della primavera, mentre sarà più utile utilizzare un concime liquido per piante verdi oppure un concime liquido universale se la state coltivando in vaso. Il concime liquido, infatti, è subito disponibile per l’assorbimento da parte delle radici, ed è più funzionale per tutte le coltivazioni in vaso.
Le potature vanno effettuate all’inizio della primavera, rimuovendo le parti danneggiate dall’inverno. Non eseguite potature eccessivamente drastiche, la nandina preferisce tagli graduali.

Folklore e curiosità

In estremo Oriente è considerata una pianta portafortuna, pertanto viene collocata all’ingresso delle case o dei templi come buon augurio. Inoltre, secondo la tradizione giapponese, affidare i propri incubi ad una pianta di Nandina domestica aiuta ad essere protetti dalle loro conseguenze.

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