Emergenza fitosanitaria – Aleurocanthus spiniferus

Un insetto che colpisce soprattutto le piante di agrumi

In questo periodo abbiamo purtroppo riscontrato, tra i nostri clienti e non solo, un aumento dei casi di infestazione di un insetto particolarmente dannoso per le piante di agrumi, l’Aleurocanthus spiniferus. Di pari passo con la sua diffusione è nata però una certa confusione sulle sue cause e sui rimedi possibili, per una scarsa attenzione al problema dei media. Abbiamo perciò deciso di approntare questa piccola guida per spiegare di che tipo di problema si tratta e che tipo di accortezze è necessario prendere.

L’Aleurocanthus spiniferus è un Aleurodide tropicale, originario di Asia e America latina. In Italia le prime segnalazioni risalgono al 2008 in Puglia, ed al momento la diffusione è in forte aumento.

Gli aleurodidi si diffondono trasportati dal vento su brevi distanze, ma soprattutto il rischio di contagio è altissimo per il contatto con materiale vegetale già infetto.

E’ un insetto polifago, e la sua alimentazione causa disseccamento della vegetazione e se non trattato per tempo la morte della pianta attaccata.

Per alimentarsi le forme giovanili dell’insetto pungono il tessuto vegetale delle foglie, per succhiarne la linfa, e producono come scarto una sostanza appiccicosa e zuccherina che favorisce le infestazioni fungine come la fumaggine.

In Italia fino ad ora ha mostrato una particolare predilezione per tutte le piante del genere Citrus, ovvero su tutte le tipologie di agrumi, ma attacca anche altre piante come le Rose, le Viti (ornamentali e da frutto), Melo, Pero e Pyracantha.

Ad un esame poco attento lo si potrebbe confondere con una cocciniglia, mentre così non è, e il trattamento da effettuare è totalmente differente. Le formazioni di cocciniglia sono solitamente o interamente bianche o interamente scure, e sono lo stadio adulto dell’insetto; nel caso dell’Aleurocanthus invece le formazioni che si vedono sulle foglie sono quelle delle neanidi, lo stadio intermedio di crescita, che presentano un bicromatismo tipico con il centro scuro ed una corona bianca intorno.

Esempio di Aleurocanthus spiniferus sul retro di una foglia di agrume
Aleurocanthus spiniferus
Dettagli di una formazione di neanidi di Aleurocanthus spiniferus su foglia di agrume
Aleurocanthus spiniferus

Il principale problema dell’Aleurocanthus risiede nella sua estrema velocità di riproduzione, che nel periodo più caldo dell’anno gli permette di compiere un’intera generazione nell’arco di 30 giorni. Chiaramente questo riprodursi in continuazione rende molto difficile il controllo delle
infestazioni
, le quali, se non si interviene tempestivamente, rischiano di compromettere lo stato di salute delle piante.

Esistono diversi formulati chimici o principi attivi che possono essere impiegati nella lotta all’Aleurocanthus, ma due sono i più degni di nota: Imidacloprid e Acetamiprid.
Entrambi questi principi attivi hanno un’azione sistemica: vale a dire che entrano all’interno della pianta, attraverso foglie e radici, e si diffondono in essa rendendola inappetibile agli insetti che l’attaccano. In più tutti i parassiti che già si stanno alimentando sulla pianta si “avvelenano” e muoiono nell’arco di poco tempo.

Nello specifico nel caso dell’Aleurocanthus, questa azione sistemica è fondamentale, perché riesce ad avere effetto su tutti gli stadi di crescita del parassita (uovo, neanide e adulto), al contrario del più
conosciuto e tradizionale “olio minerale” o “olio bianco”, utilizzato solitamente per la cocciniglia, il quale invece è un insetticida di
contatto. Gli insetticidi di contatto sono prodotti che agiscono solo provocando asfissia nei confronti del parassita e quindi non riescono ad avere effetto su tutti gli stadi di crescita, soprattutto su quelli che presentano dei rivestimenti abbastanza difficili da intaccare. In particolare lo stadio di neanide dell’Aleurocanthus (quello con i puntini neri
contornati di bianco) presenta un rivestimento ceroso impenetrabile per l’olio minerale, che quindi lo rende del tutto inefficace.

Dettagli di una formazione di neanidi di Aleurocanthus spiniferus su foglia di agrume
Aleurocanthus spiniferus

Ma, dal punto di vista pratico, qual è il miglior intervento nella gestione di questa infestazione?

Innanzitutto, sulle piante più colpite, che presentano un generale colore nero che le ricopre (dovuto alla fumaggine), conviene effettuare un lavaggio utilizzando acqua mista ad un po’ di sapone di marsiglia: questa operazione servirà a rimuovere meccanicamente la maggior parte dei parassiti e a meglio preparare la pianta al trattamento vero e proprio.

Attenzione: non utilizzate mai prodotti contenenti sgrassatore! Potreste danneggiare i tessuti più teneri della pianta. Il sapone di Marsiglia classico da bucato (liquido o in saponetta da sciogliere) andrà benissimo.

Successivamente si andrà ad utilizzare l’insetticida sistemico di cui abbiamo parlato, quindi uno a base di Imidacloprid oppure Acetamiprid. In commercio ci sono diversi formulati, il vostro agritecnico di fiducia saprà consigliarvene uno. L’insetticida andrà diluito in base alle indicazioni riportate in etichetta.

All’insetticida sistemico consigliamo di aggiungere, nella stessa soluzione, anche 5 ml di rame per litro d’acqua, al fine di contrastare l’insorgere secondario di malattie fungine.

Attenzione: assicuratevi di utilizzare i fitofarmaci sempre in condizioni di sicurezza e seguendo tutte le indicazioni riportate in etichetta. I fitofarmaci qui consigliati sono disponibili per la libera vendita, ovvero senza necessità del patentino.

Tutto questo composto potrà essere somministrato sulla chioma della pianta con un nebulizzatore (se non disponete di una pompa a spalla per trattamenti di fitofarmaci potete utilizzare un nebulizzatore di quelli a pressione che trovate comunemente in vendita presso i Garden) e sarà necessario ripetere l’intervento per almeno 3 volte a distanza di circa 10 giorni fra le varie applicazioni.

Attenzione: non trattate mai con fitofarmaci di qualunque tipo piante in fioritura. C’è infatti il rischio che il principio attivo del trattamento resti intrappolato all’interno dell’ovario del frutto, comportando quindi una presenza di elementi chimici non adatti nel frutto maturo. Inoltre, trattando in questa fase delicata per la pianta, c’è anche il rischio di una cascola dei fiori per lo stress che ne riporta.

Molto importante sarà anche il monitoraggio della pianta: come già detto in precedenza, l’Aleurocanthus spiniferus è un parassita ormai molto diffuso in tutto, pertando non si può considerare di essere al sicuro da futuri attacchi praticando esclusivamente un unico intervento con insetticida. Sarà pertanto necessario operare periodicamente un controllo visivo sulla pianta stessa (almeno ogni 15 giorni) volto ad individuare eventuali arrivi di insetti adulti, i quali potrebbero dare l’avvio ad una infestazione, ed eliminarli in questa fase iniziale, con elevata probabilità di successo.

Per una maggiore sicurezza, in caso di presenza molto forte dell’insetto sul territorio, è possibile effettuare dei trattamenti preventivi più o meno una volta al mese durante i periodi caldi, per scongiurare future infestazioni sulle nostre piante.

Il livello di contagiosità dell’Aleurocanthus è molto alto, quindi invitiamo tutti a prestare la massima attenzione e a rivolgersi ad un esperto nel caso di dubbi.

Dettagli di una formazione di neanidi di Aleurocanthus spiniferus e fumaggine su foglia di agrume
Aleurocanthus spiniferus

24 Responses to “Emergenza fitosanitaria – Aleurocanthus spiniferus

  • Franco Carli
    3 settimane ago

    ho proveto a debellare questo parassita inutilmente trattando le fogli con sapone per togliere la fumaggine e dando settimanalmente l’Epix , ma senza successo.
    Non mi rimane alro che una potatura completa dei rami.
    Chiedo vs.consiglio

    • Buongiorno Franco, il lavaggio col sapone va effettuato solo una volta, prima di fare gli altri trattamenti. Come dicevamo più su, il sapone non serve a debellare la fumaggine, ma solo a lavare la foglia sporca, per far sì che il trattamento che andremo ad effettuare successivamente (almeno il giorno dopo) possa “attaccarsi” meglio alla foglia e penetrare nei tessuti della pianta. Quindi non ripeterlo con troppa frequenza, perché rischia di creare problemi a sua volta. Il trattamento che deve seguire al primo lavaggio con il sapone è unire l’insetticida sistemico (Epik va benissimo) ad un fungicida a base di Rame. In questo modo andrai a colpire sia l’insetto che il fungo (la fumaggine).
      Se continui a non avere risultati rilevanti ti consigliamo anche di visionare per bene le altre piante del giardino oppure di avvisare i tuoi vicini, perché purtroppo questo insetto ha una velocità di riproduzione molto elevata, e quindi se ci sono piante malate nel circondario (diverse piante da siepe possono essere attaccate da questo insetto, come ad esempio il viburno) è molto facile che la tua pianta venga attaccata nuovamente.
      Speriamo di esserti stati utili, facci sapere come procede.

  • Buongiorno, vivo in provincia di Lecce dove il problema è molto grave. Ho letto che l’Aleurocanthus nell’arco dell’anno si riproduce in 4-5 generazioni. Un solo trattamento è sufficiente o va ripetuto durante la stagione in concomitanza con le varie generazioni? E in questo caso quali sarebbero i mesi più indicati (escludendo ovviamente il periodo della fioritura)?
    Nell’articolo si parla di alternare trattamenti con principi attivi differenti, andrebbero fatti uno a distanza di 10 giorni dall’altro oppure conviene usare un principio diverso in periodi differenti dell’anno?
    Sarebbe molto utile se ci potreste suggerire un calendario ottimale degli interventi.
    Grazie infinite

    • Buongiorno Massimo, sì, con condizioni climatiche favorevoli l’Aleurocanthus si riproduce molte volte nell’arco di un anno solare. In conseguenza a questo, se ci troviamo in un territorio dove l’insetto è presente, anche se al momento la pianta è sana, è buona norma ripetere a cadenza regolare, circa una volta al mese, un trattamento con insetticida sistemico a copertura della pianta. Sempre escludendo, come hai giustamente indicato, il periodo della fioritura. I mesi più colpiti sono ovviamente quelli del periodo caldo, ma non ci sentiamo di dare indicazioni nette in proposito perché l’andamento varia da un anno all’altro in base alle temperature e va quindi monitorato volta per volta. Se abbiamo un anno caldo ad esempio il trattamento andrà iniziato a marzo fino ad ottobre/novembre, se l’annata è più fredda si potrà iniziare ad aprile, e così via.
      Per quanto riguarda l’alternanza di principi attivi parliamo sempre per cicli di trattamento. Se stai utilizzando acetamiprid continua con quello per tutta la durata del ciclo (se la pianta è attualmente malata solitamente il ciclo si fa con tre trattamenti a distanza di 10 giorni l’uno dall’altro), e passa eventualmente ad altri principi attivi per i trattamenti di richiamo più avanti nel corso dell’anno.

  • Salve, sto combattendo da svariato tempo con tale insetto, prima era confinato su una sola pianta del mio giardino ora ha invaso anche un’importante siepe di lauroceraso causando fumaggine a più non posso.
    Ho lavato con rame e applicato un trattamento con l’Epik (vithal), ora attenderò i risultati. Essendo molto diffuso non sarebbe meglio un insetticida da contatto invece che sistemico? Ho il tetracip zapi, qualcuno sa se potrebbe andar bene? Grazie mille

    • Salve Roberto, purtroppo l’Aleurocanthus è poco sensibile agli insetticidi da contatto, e solo nella sua forma adulta, quando vedi le farfalline svolazzanti. In tutte le altre fasi di crescita dell’insetto invece questo tipo di insetticida è purtroppo inutile.
      Il Teracip della Zapi è un insetticida per usi civili, utile su zanzare, formiche e così via, non ha effetti su aleuroidi come questo.
      L’insetticida sistemico, anche se un po’ più lenta, è l’unica strada davvero efficace per debellarlo. Continua con i trattamenti di Epik e facci sapere come procede.

  • Finalmente un articolo ben scritto sulla immonda bestiaccia 🙂
    Io ce l’ho su di un limone in vaso assieme ad Aleuroidide fioccoso e qualche minatrice.
    2 domande se posso:
    a) Per combattere queste tre infestazioni ci sarebbe un unico fitosanitario utile?
    b) Come faccio a capire se le neanidi sono morte? Si staccano e cadono da sole? Le devo pulire manualmente su ogni foglia e vedere che rimangano indenni?
    Grazie mille

    • Salve, grazie! Purtroppo la scarsa informazione è proprio il terreno più fertile dove si riproduce questo insetto fastidioso. Per quanto riguarda le sue domande:
      a) Sì, si può utilizzare un prodotto a base di Imidacloprid o Acetamiprid, ma data la compresenza di 3 parassiti diversi sarebbe meglio “attivare” l’insetticida mischiandolo a dell’olio minerale;
      b) Non sempre le neanidi morte si staccano da sole, quindi ogni tanto conviene fare una pulizia manuale delle foglie: se le neanidi sono morte vengono via molto facilmente e soprattutto la superficie fogliare risulta essere più asciutta e non fortemente imbrattata di melata
      Buona coltivazione!

  • buongiorno. ho una domanda su come trattare. le foglie con l’insetto vanno eliminate? o le lascio e tratto solamente?

    • Salve Simona, se i parassiti presenti sulle foglie non sono tanti puoi lasciarle, altrimenti, se molto numerosi, puoi provvedere ad una rimozione meccanica delle foglie più infestate e poi procedere col trattamento. Attenzione a non rimuovere tutte le foglie, altrimenti il trattamento risulta inutile.

  • Buongiorno, ho appena scoperto di avere questo parassita su un paio di rose regalatemi tempo fa…ingenuamente ho preso la cosa sottogamba credendo bastasse potare la parte malata e brucjarla, vedendo le rose molto meglio ho lasciato passare del tempo…ma mi sono accorta che sono ancora infestate. La mia paura ora è che mi si contagi un albero d’arancio molto grande che ho in giardino. Al momento non sembra malato. Come posso proteggerlo?Grazie mille!

    • Salve Viola, sì, purtroppo anche le rose possono essere facile veicolo di questo insetto. Il trattamento per la cura del parassita, come trovi nell’articolo, è a base di insetticida sistemico (almeno tre trattamenti a distanza di 10 giorni più o meno) e con lo stesso insetticida puoi fare un trattamento preventivo all’arancio (in questo caso ne basta uno ogni 20/30 giorni circa). Monitora sempre la parte inferiore delle foglie, in modo da riconoscere subito il problema se si ripresentasse e intervenire tempestivamente. Fortunatamente è un insetto abbastanza riconoscibile, una volta che lo si conosce è difficile sbagliare.

  • Salve, ho appena scoperto che la problematica dei miei limoni è questa, e non afidi e fumaggine come pensavo.
    Oltre al principio attivo c’è il nome di un prodotto specifico che si può usare? non vorrei far confusione non avendo posti con conoscenze specifiche vicino casa mia.
    In ultimo, posso usarlo anche in questo periodo? I limoni che stanno sopravvivendo sono davvero una manciata scarsa, sarebbero comunque inutilizzabili?
    grazie mille

    • Salve Monica, noi personalmente utilizziamo il prodotto Epik della ditta Ital Agro, ma in commercio ce ne sono diversi efficaci. Nel dubbio basta verificare il retro delle confezioni, dove, esattamente come per gli alimenti, è riportata la lista degli “ingredienti” del prodotto, e dove puoi quindi trovare le indicazioni sui principi attivi utilizzati. I limoni che ci sono possono essere utilizzati passato il tempo di carenza del prodotto (circa 15/20 giorni dall’ultimo trattamento), l’importante è non fare mai il trattamento quando i fiori sono aperti. Presta attenzione al caldo forte piuttosto, evitando di fare il trattamento durante la giornata, e preferisci la sera.

  • Ottimo articolo grazie!!

  • Alessandra
    12 mesi ago

    Buona sera, abito nel levante ligure ed ho questo problema su una pianta di limone con su limoni maturi e fiori e piccolissimi limoni verdi. La
    Domanda è come fare a debellare questa infestazione? Tolgo i limoni maturi e tratto la pianta anche se ha fiori e piccolissimi limoni con un singolo trattamento o più di uno e con che frequenza? Resto in attesa di una vostra risposta. Grazie.
    Cordiali saluti.

    • Salve, quando c’è il fiore aperto non fate mai alcun trattamento, altrimenti dovrete buttare tutta la produzione. Il trattamento con insetticida, in caso di infestazione, va ripetuto almeno 3 volte a distanza di 7/15 giorni, in base alle condizioni della pianta.

      • Buon giorno. Può spiegare il motivo per cui se si fa un trattamento con fiore aperto si dovrà buttare tutta la produzione? Cosa accade alla pianta durante il trattamento con qualche fiore aperto?
        Grazie, Augusto

        • Salve, non si fa alcun trattamento quando i fiori sono aperti perché c’è il rischio che il principio attivo del trattamento resti intrappolato all’interno dell’ovario del frutto, comportando quindi una presenza di elementi chimici non adatti nel frutto maturo. Inoltre trattando in questa fase delicata per la pianta c’è anche il rischio di una cascola dei fiori per lo stress che ne riporta.

  • Salve quest’anno questo insetto si presenta molto sugli alberi di arancio e limone. Quale insetticida dovrò usare?

    • Salve, come segnato nell’articolo i principi attivi utili contro questo insetto sono imidacloprid, acetamiprid oppure thiamethoxam. Se non siete in zona e non avete modo di raggiungerci rivolgetevi ad un agritecnica o una farmacia agricola nella vostra zona e vi sapranno consigliare il formato commerciale

  • Pasquale
    2 anni ago

    aleurocanthus spiniferus:
    esistono rimedi non chimici (naturali) per trattare questo problema? grazie

    • Purtroppo quando l’infestazione è già in atto è necessario un insetticida sistemico, altrimenti è quasi impossibile debellarlo. In via preventiva dei trattamenti frequenti potrebbero aiutare ad evitare l’attacco, ma resta un insetto molto aggressivo e dipende anche dalla situazione territoriale (piante vicine malate, clima…)

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